Archive for maggio 2012

Casperia

COSA VISITARE Aspra Il centro storico di Casperia (già Aspra) è uno straordinario esempio di architettura medievale: la struttura del paese è «a bulbo di cipolla», con strade a cerchi concentrici che
via via si restringono, inerpicandosi sui versanti del colle sino a culminare in piazza S. Giovanni Battista ove si erge l’omonima chiesa parrocchiale. L’abitato è raccolto nelle mura del 1282 – definite da Giuseppe Filippucci Giustiniani «un vero capolavoro di architettura militare e di consumata arte difensiva del XIII secolo»
– in cui si può accedere (esclusivamente a piedi) solo attraverso Porta Romana (ad ovest) e Porta S. Maria (a nord-est); quest’ultima è detta anche Porta Reatina o Porta
Caprara, dove si può ammirare anche un orologio che segna l’ora canonica medievale. Talmente importante era per gli aspresi la cura delle mura di cinta, che negli statuti
del 1397 era prevista la pena di morte per coloro che vi aprissero un varco sufficientemente grande per il passaggio di una persona. Della prima cinta muraria, risalente all’XI
secolo, resta l’arco di via Garibaldi, denominato «Arco Vecchio» o «Arco di Mezzo». Amplissimo il panorama che da piazza Umberto I (comunemente chiamata dalla popolazione «piazza Macello») si apre sulla valle del Tevere dominata all’orizzonte dal
Monte Soratte. Da un’estremità all’altra delle mura, a nord-ovest per via Rivellini, si giunge davanti a Caprignano con i colli umbri all’orizzonte; mentre a sud-est, per via Nardi
Bruschi, ci si può sporgere dal torrione che domina il piazzale Oddo Valeriani e godere la vista del cuore dei Monti Sabini. Torrioni, camminamenti, rivellini, feritoie, casematte, percorsi obbligati sono i testimoni della storia e delle origini medievali di Aspra. L’abitato di Casperia è uno dei pochi paesi in Europa il cui centro storico è totalmente e naturalmente inaccessibile alle automobili. Percorrendo tutta via Orazio Massari si
compie un semicerchio tra i due ingressi. Madonna della Neve in Paranzano Certamente risalente al periodo medievale, la chiesa della Madonna della Neve a Paranzano è stata ricostruita nel 1580 e restaurata nel 1652. Conserva cospicue pitture
murali che adornano l’area del presbiterio. Eseguiti da un anonimo locale nel XVI secolo, raffigurano un ciclo iconografico frequente nelle pievanie legate al mondo rurale:
sulla parete sinistra un grande affresco raffigurante sant’Antonio Abate; nell’abside, da sinistra verso destra, sono raffigurati san Sebastiano, santa Lucia, sant’Antonio da
Padova, san Rocco, sant’Agata, sant’Ignazio di Loyola; nella nicchia centrale la Madonna col Bambino tra san
Domenico e santa Caterina d’Alessandria. Dagli abitanti è chiamata anche «Madonna delle Grazie», in ossequio ad un fatto miracoloso avvenuto nel 1647. San Giovanni Battista Sulla sommità dell’antica Aspra sorge la chiesa parrocchiale dedicata a san Giovanni Battista. Restaurata ed ampliata nel 1515, presenta al suo interno diversi elementi in stile barocco dovuti alla ristrutturazione del 1791; mantiene l’originaria torre campanaria romanica del XIII secolo, con alcuni affreschi del XIV secolo; l’ultima loggia della
torre campanaria è stata aggiunta nel 1934 per ospitare un serbatoio dell’acquedotto. Nella chiesa, a tre navate, dietro l’altare maggiore fa da pala un dipinto su tavola (datato 1524) di Giacomo Santoro (detto Jacopo Siculo) raffigurante il Battesimo di Gesù e,
nella predella sottostante, Gesù e gli apostoli. Su un altare della navata sinistra c’è un affresco del XVI secolo raffigurante <_st13a_personname productid="la Madonna"
_w3a_st=”on”>la Madonna col Bambino, sant’Antonio Abate e san Giuseppe. Nella navata destra da notare una tela lunettata (in cui spicca la figura di san Martino) che fa da
cornice ad un’edicola ove è posta una statua lignea di san Sebastiano, scolpita e dipinta nel XVII secolo. Nella chiesa è custodito anche il grande organo acquistato dalla
comunità nel 1600 per celebrare il giubileo. Nei locali della sacrestia è ospitato il presepe monumentale strutturato su una «Casperia in miniatura» fatto a mano da Giannicola Mariani. Santa Maria in Legarano Nell’antico abitato di Legarano, 3 km a nord del centro urbano, si trova la chiesa dedicata alla Natività della Beata
Vergine Maria. Costruita in età altomedievale sui resti di una villa rustica di epoca romana, questa chiesa è stata la parrocchiale fino al 1409. Vi era annesso il convento dei
gesuati, ordine soppresso nel 1668 da papa Clemente IX. Alla chiesa si accede salendo una scalinata che porta ad un primo portale in pietra del XVI secolo, per poi attraversare un vialetto costeggiato da un bosso secolare. Nella
lunetta del portale di accesso da notare un’Annunciazione affrescata dai fratelli Lorenzo e Bartolomeo Torresani nel 1561, autori anche del Giudizio universale situato nella
cappella sulla sinistra; in alto a destra, invece, un coevo affresco anonimo dei santi Rocco e Sebastiano. Questa chiesa a croce latina ha un’unica navata e racchiude notevoli opere d’arte. Nell’abside di sinistra c’è un affresco del matrimonio di Maria attribuito ad Alessandro
Torresani, figlio di Lorenzo; nella nicchia della testata sinistra del transetto si trovano due statue del XVI secolo in terracotta, raffiguranti <_st13a_personname productid="la
Madonna” _w3a_st=”on”>la Madonna e san Giuseppe – superstiti di un presepe. Nell’abside centrale, dentro una nicchia, c’è una bella statua lignea policromata della
Madonna col Bambino, firmata dallo scultore Carlo l’Aquilano nel 1489; nel catino dell’abside maggiore due affreschi del XV secolo raffiguranti <_st13a_personname
productid=”la Madonna” _w3a_st=”on”>la Madonna col Bambino; sulla volta sovrastante un affresco del XV secolo raffigurante Gesù in una mandorla di cherubini.
Nell’abside di destra c’è un crocifisso ligneo policromato del XV secolo. Due tavole coi santi Giovanni Battista e Sebastiano concepite nella scuola di Antoniazzo Romano (fine sec. XV inizio XVI) sono all’interno del reliquiario seicentesco incastonato nella parete sinistra. Sulla parete destra c’è una tela raffigurante Maria in tripudio e san
Girolamo. Santissima Annunziata Con la sua imponente mole in cotto, la chiesa della Ss. Annunziata accoglie i visitatori nel piazzale Oddo Valeriani. Anche se il portale d’ingresso riporta la data del 1609,
soltanto nel 1661 «la nuova chiesa dell’Annunziata è terminata. L’edificio è stato eretto a spese di Girolamo Saraceni ed è di bello aspetto e di buona e nobile architettura». Essa è dotata di quattro altari, oltre che dell’altare maggiore sul quale si trova la bellissima tela dell’Annunciazione, capolavoro dall’audace cromatismo di Giovanni Battista Salvi (noto col nome di Sassoferrato), ai lati del quale vi sono due colonne in marmo rosso di Cottanello. Pregevoli opere anche la cappella di san Francesco Saverio eretta dalla famiglia Senapi ed una tela del XVII secolo raffigurante la circoncisione di Gesù. Ancora oggi gli abitanti la chiamano «chiesa nuova». Monte Fiolo Nel territorio di Casperia è situato Montefiolo, colle su cui si erge l’ex convento dei Frati cappuccini, circondato da vecchie mura formate da grosse pietre parzialmente
collocate da un laico cappuccino che vi lavorò, si dice, per ben quarant’anni. Il nome del monte deriva da mons filiorum Ugonis comitis, essendone proprietari nel Medioevo i figli di un conte Ugone, signore di diversi feudi in Sabina. Su questo colle fu
edificato un castello che andrà poi distrutto nel 1328 nel corso delle agitate vicende collegate alle calate di Ludovico il Bavaro. Nel 1368 questo castello è donato al nobile
Giovanni di Sant’Eustachio che, nel 1391, lo cede alla comunità di Aspra perché se ne serva come pascolo, con l’obbligo di costruirvi una chiesa e l’abitazione per due
religiosi che preghino per le anime del conte Ugone e dei suoi successori. Questa volontà sarà realizzata soltanto nel 1558, quando Ostilio Savelli, barone di Aspra, concede
a Francesco Massari da Aspra – tesoriere dei papi Giulio III e Marcello II – facoltà di fabbricare sopra Montefiolo un convento e la chiesa del Ss. Salvatore per i Frati
cappuccini. Nel 1560 Francesco Massari muore, lasciando una somma per il completamento del Convento. Nel 1573 a Montefiolo i frati formano già una comunità abbastanza numerosa. Era stato già istituito il noviziato. Essendo il convento “molto angusto e scommodo
di stanze”, nel 1597 si decide di eseguire lavori di ampliamento che potranno essere realizzati solo molto più tardi, grazie alle generose donazioni pervenute da più parti. A
turbare la serena quiete di Montefiolo giunge il periodo della dominazione napoleonica che ne impone ai religiosi l’abbandono. Crollato il dominio napoleonico, la situazione
torna alla normalità: i religiosi possono rivestire il proprio abito, rientrare nei conventi e riprendere le proprie funzioni. Ciò avviene anche a Montefiolo. Ma dopo qualche
decennio la tranquillità è turbata nuovamente dal costituitosi Regno d’Italia e con applicazione al 31 dicembre del 1861, il convento diviene proprietà del Comune di Aspra
(antico nome di Casperia). Nel novembre del 1882 mons. Fontana, rettore del Seminario Lombardo, si reca a visitare il luogo e lo acquista per farne residenza di villeggiatura dei seminaristi. All’inizio del Novecento il convento subisce notevoli ampliamenti, ma col passare degli anni i seminaristi lombardi non andranno più a Montefiolo, ma soltanto
pochi giorni per la Pasqua. Poi lo disertano definitivamente ed il convento è lasciato ad un graduale
deterioramento. Ridotto in un miserevole stato di abbandono e di rovina, è acquistato nel 1935 dal segretario del Pontificio Istituto di Archeologia cristiana mons. Giulio
Belvederi. Il Comune lo fornisce di acqua potabile diretta ed è affidato alle Sorelle dei Poveri di Santa Caterina da Siena, quindi alle Oblate regolari Benedettine di Priscilla
(congregazione fondata dallo stesso mons. Belvederi nel 1936), che vi abitano tuttora. Il colle di Montefiolo si eleva per circa <_st13a_metricconverter productid="400 metri"
_w3a_st=”on”>400 metri sul livello del mare. Si arriva al convento percorrendo per circa due chilometri una strada con tornanti, addentrandoci in un fitto bosco di lecci, residuo di quella foresta in passato considerata sacra e dedicata alla dea Vacuna. L’ingresso alla chiesa del Ss. Salvatore può avvenire anche separatamente dal complesso
conventuale annesso. La facciata della chiesa è infatti preceduta da un ripido viale ricoperto di vegetazione rada e fiancheggiato da cipressi, accessibile anche dall’esterno
del convento. Terminata questa ripida salita ci ritroviamo ai piedi di una doppia scalinata simmetrica che permette di raggiungere il portale d’ingresso della chiesa, posto ad
una quota superiore. Il disegno del prospetto è molto semplice, del tipo a capanna, dove le uniche aperture sono poste lungo l’asse centrale verticale. Dal basso in alto
vediamo: il portale d’ingresso, una finestra rettangolare e un’apertura ellittica. Il portale è incorniciato da una mostra di marmo chiaro ed è sormontato da un timpano
triangolare, sempre di marmo. Al centro di questo timpano è collocata una piccola edicola, con all’interno una targa marmorea, sovrastata da un altro piccolo timpano semicircolare a sesto ribassato. Sopra il portale d’ingresso, in asse con esso, si apre una semplice finestra rettangolare e nella parte superiore della facciata, nella porzione
muraria triangolare individuata dagli spioventi della copertura, è aperta una finestra di forma ellittica. Ai lati della facciata vediamo due volumi simmetrici più bassi e posti in
aggetto rispetto alla chiesa, appartenenti agli edifici del convento. Sul volume a destra si aprono due porte, una per ogni lato libero dagli altri corpi di fabbrica. Su quello a
sinistra, su un lato, quello verso la chiesa, è presente una porta, mentre sull’altro prospetto libero si apre una finestra. L’interno della chiesa, a navata unica, coperto con volta
a botte ritmata da ampi archi, fu affrescato dai fratelli Torresani, artisti veronesi attivi nella regione sabina nel Cinquecento. Probabilmente questa famiglia di artisti affrescò
anche le pareti del refettorio. Purtroppo di queste opere rimane poca cosa, solo qualche frammento. Nella chiesa si possono però ammirare due tele risalenti al periodo dei Frati cappuccini. Una rappresenta san Michele Arcangelo che abbatte con la lancia due demoni, si vedono inoltre santa Cristina, santa Maria, santa Chiara e san Francesco
d’Assisi con ai lati san Bernardino da Siena, sant’Antonio da Padova e san Carlo Borromeo. Si tratta di un’opera che ricorda le atmosfere francescane, ricorrente in molti
cenobi legati alla storia del Santo d’Assisi. L’altra tela riproduce quattro santi cappuccini: san Giuseppe da Leonessa, san Fedele da Sigmaringa, san Felice di Cantalice e
san Lorenzo da Brindisi. La figura più importante è però posta al centro e raffigura la Madonna su una nuvola
attorniata da Angeli. Questa opera, eseguita nel 1619 dal pittore Girolamo Batacchioli, è collocata sulla parete posteriore dell’altare. Sempre nella parete posta dietro la
mensa dell’altare si aprono due finestre strette e alte, terminanti con arco a tutto sesto e chiuse da vetrate policrome raffiguranti san Benedetto da Norcia, in quella a sinistra, e sua sorella santa Chiara nell’altra. Nella parete di destra una lapide del 1560 è posta a memoria del fondatore Francesco Massari. All’interno del complesso conventuale è
interessante il chiostro cinquecentesco Palazzo Forani Il palazzo, costruito alla fine del secolo XVI dalla famiglia asprese dei Bruschi (feudataria degli Orsini) si trova a ridosso della parte settentrionale della cinta muraria del
secolo XIII inglobando anche uno dei cinque torrioni rimasti. Il palazzo conta oltre cinquanta stanze e una cappella in cui si celebravano anche due messe al giorno. Un
omaggio alla potente famiglia guelfa degli Orsini è rappresentato dai due orsi in pietra che si trovano a lato del portale del palazzo. Nel 1781 il palazzo ospitò il cardinal
Corsini durante la sua visita pastorale. Da allora la camera, arredata appositamente per l’illustre ospite, prese il nome di “Camera del cardinale”. Durante la dominazione
napoleonica i Bruschi restaurarono il palazzo secondo lo stile impero: colonne nell’ingresso, ricchi stucchi decorativi, galleria con volta e pareti dipinte, rinnovo
dell’arredamento con mobili e consolles in stile impero, decorazioni alle pareti con papiers peints tipicamente francesi. Dopo il Congresso di Vienna le terre e il palazzo dei Bruschi furono confiscati dallo Stato Pontificio poiché Giuseppe Bruschi, sindaco di Aspra dal 1809, si era schierato con la Repubblica Romana e con Napoleone. Il palazzo
e i beni furono acquistati dalla famiglia Petrocchi e passarono, dopo il 1870, alla famiglia Pompili-Maldura. Nel 1871 il nuovo proprietario del palazzo, Costante Maldura,
acquistò una delle due pregevoli statue romane rinvenute a Paranzano. Alla fine del secolo XIX il palazzo e le proprietà passano da Costante Maldura alla figlia Elena,
pittrice dilettante, i cui quadri floreali sono ancora presenti in alcune stanze del palazzo. Nel 1929 il palazzo passa, per eredità, alla famiglia Forani: nuova ristrutturazione
interna e sistemazione del parco collinare in cui molte specie vegetali tipiche del clima mediterraneo sostituirono secolari ulivi. Viene anche costruita la strada carrozzabile
per l’accesso al palazzo dal lato nord-ovest. Alla fine degli anni Sessanta, Giuliana Forani ristruttura i magazzini situati tra il torrione e il palazzo trasformandoli nella sua residenza abituale, più comoda e semplice rispetto al palazzo. Nel 2003 segue una nuova ristrutturazione ad opera degli eredi di Giuliana Forani: i locali degli ex magazzini
e il torrione vengono trasformati nelle unità abitative della casa vacanze. Altri luoghi di interesse –
Colle Ventoso
– Fonte Cognolo
– Valle Ferrara
– Monte Moscab

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A place to stay in “relax”

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Pura Vida in Costa Rica

Costa Rica- Playa Samara (Pacific Ocean)

About the home
There is a lovely one bedroom condo available for RENT at Residence Montelaguna. This condo is perfect for a couple or even a couple with two small children as the sofa in the kitchen area pulls out and becomes a sofa bed.

The apartment has an entrance with closet, a bathroom, good size, fully equipped kitchen/living area. Then there is a spacious bedroom with a good size balcony, large enough to eat on and relax. The condo have ceiling fans and AC.
Size:
Sleeps up to 2, 1 bedroom
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Playa Samara, 1km
Will consider:
Long lets
Access:
Car advised
Lift access to property
Nearest amenities: 2km
Family friendly?
Suitable for children of all ages
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Notes:
No pets allowed
No smoking at this property
Self-catering
Facilities
Pool:
Shared indoor Pool
General:
Air conditioning, TV, Wi-fi available
Standard:
Kettle, Toaster
Utilities:
Cooker, Microwave
Rooms:
1 Bedroom, 2 bathrooms of which 1 family bathroom and 1 shower room
Furniture:
Double beds (1)
Other:
Linen and towels provided
Highchair available
Outdoors:
Balcony / Terrace, Shared garden
Access:
Lift access to property, Secure parking
Further details
Booking terms
Check In/Out – Check In: 17h00. Check Out: 11h00.
Damage Deposit – 250 USD
Cleaning – Once per week
Reservation deposit – 40% of the rent. Remaining 60% must be paid upon arriving along with the damage deposit.
Funds Transfer – Client is responsible for all fees associated with money transfers/paypal
Cancellations – Any cancellations made after confirmation of reservation will result in a 15% administrative fee charged on the TOTAL VALUE of the reservation. Cancellations made within 21 days of projected arrival will result in a 25% penalty on the total value of the reservation. Those made within 14 days of projected arrival will result in a 40% penalty of the total value of the reservation. Guest is responsible for all bank fees associated with refunds.
Conditions
MINIMUM STAY 7 NIGHTS
mail to triptepare@gmail,com

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Lezione di francese

Non = ne pa (scritto:pas)

Bene = bian “nasale”(scritto:bien)

Male = mal (scritto:mal)

Come = com(scritto:comme)

Perche = purqua(domanda, scritto:pourquoi)pars che(risposta, scritto:parce que)

Tutto = tu(scritto:tout)

Niente = rian “nasale”(scritto:rien)

Odio = ein(scritto:haine)

Vieni = vian “nasale”(scritto:vien)

Sole = solei (scritto:soleil)

Giorno = jur(scritto: jour)

Orribile = oribl(scritto:horrible)

Che fai ? = vu fe (scritto: vous faites)

Brutta o brutto = muve (scritto:mauvais)

Grazie = mersi (scritto: merci)

Pioggia = plui (scritto: pluie)

Che cosa = ke (scritto: que )

Sono = son (scritto:sont )

Stanca = fatighe (scritto: fatigué )

Amica = amì (scritto: ami )

Antipatica = mesciant (scritto: méchant )

Dobbiamo = nu devon (scritto:nous della.

Facciamo = fer (scritto: faire)

Andiamo = nus alon (scritto: nous allons)

Al bagno = a la sal de ben (scritto:à la salle de bain )

Delle = d (scritto:de)

Prego = si vu ple (scritto: s’il vous plaît )

Dove = (scritto: où)

Chiedere o chiedi = demande (scritto: demander à)

Aggiungere = asciuté (scritto:ajouter)

Fogli = fre (scritto: feuilles)

Cocchina = cocot (scritto: devons)

Maestra =professor(scritto:professeur)

FRASI IN FRANCESE

Ti voglio un mondo di bene da parte della tua migliore amica = jo tem en mond diu bian(“nasale”) par votr meier amì(scritto:Je t’aime un monde du bien par votre meilleur ami).

Avete fatto l’appello= vu sa fe l’appel (scritto: vous avez fait l’appel).

Perché ci /mi tratti male = purqua vous nous / me tre mal (scritto: pourquoi ya\ me traiter mal).

Io odio la maestra solo un pò perche alcune volte sgrida igiustamente = sj detest professor selmo en p pars che grond parfua a tor(scritto: Je déteste l’enseignant seulement un peu parce que gronde parfois à tort)

Ti voglio bene = t v bian “nasale”( scritto:te veux bien) taquiner

Vogliamo stuzzicare (prendere in giro) …….= nu vulon tachiné (scritto:nous voulons taquiner)